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sabato 9 novembre 2013

Il tetto (di lusso) sopra Berlino

Germania, Mecca europea degli investimenti immobiliare. E la Capitale è "glam".


di Alfiero MASSIMINI*

Diverse statistiche economiche, tra cui quella condotta recentemente da Ernst & Young, rivelano che Germania risulta essere il “Paese che più attrae investimenti in Europa” (è meglio che non vi dica a che posto è l’Italia…).

Il numero dei progetti di investimento commerciale continua a crescere ogni anno, con dati sempre più rassicuranti, tanto che oggi la patria della birra si presenta al quarto posto (dopo Cina, Usa e India) della classifica mondiale per numero di investimenti presenti e per le relative proiezioni economiche.

Ma quali sono i fattori di questo successo? Perché oggi, più che mai, conviene investire in un immobile in Germania?

Innanzitutto per la sua situazione produttiva ed economica, che è difficilmente riscontrabile in altri Paesi europei: non a caso la nazione tedesca è da molti considerata la “locomotiva d’Europa”.

Se a questo fattore sommiamo la qualità delle sue infrastrutture, fra le migliori del ‘vecchio continente’, con un’ottima rete autostradale, ferroviaria e delle telecomunicazioni, capiamo perché il “Made in Germany” è il secondo maggiore distributore al mondo, con oltre 400 milioni di consumatori (per rendersene conto, basta contare il numero di automobili tedesche che percorrono quotidianamente anche le nostre strade).

Va pure detto che la Germania possiede una posizione strategica e unica in Europa, che le consente di fare da ponte con le emergenti economie dell’Est. Inoltre, dal punto di vista sociale, la nazione tedesca rappresenta oggi una delle realtà più liberali e stabili del mondo, con un ottimo sistema educativo, ricco di numerosi e avanzati centri universitari, di ricerca e scuole di orientamento al lavoro.

Tutto ciò ha contribuito a portare negli anni ben 22mila aziende straniere ad aprire una filiale in Germania, dove il mercato del lavoro non solo non mostra segnali di saturazione, ma anzi continua a produrre uno stabile panorama lavorativo e un ricco giro d’affari. E la maggior parte dei dipendenti di queste aziende vivono in case in affitto.

Con queste premesse, come consulente immobiliare senz’altro consiglierei a un mio cliente di prendere seriamente in considerazione la possibilità di investire in Germania.
Ma dove? Dopo un’approfondita analisi, la risposta è: Berlino!

Perché? Per diversi buoni motivi… Vediamoli insieme.




Capitale economica, culturale e architettonica
 
Dopo la riunificazione delle due metà della città e la decisione, degli Anni ’90, di riportare la capitale da Bonn a Berlino, è seguito un lungo periodo d’assestamento durato circa 15 anni. Grazie al ritrovato ruolo di capitale, la città è rinata anche dal punto di vista architettonico e oggi è considerata anche la capitale culturale tedesca, grazie ai numerosi musei, teatri, gallerie d’arte e studi d’architettura.


Potenziale del mercato residenziale di Berlino
 
Al contrario di noi italiani, la maggior parte dei cittadini tedeschi vive in case affittate (circa il 65%). A Berlino questa tendenza è addirittura più accentuata: solo il 18% vive in case di proprietà e in futuro si prevede un forte aumento dei nuclei famigliari in affitto, che già rappresentano l’82%.


In breve, il mercato residenziale berlinese offre:
• basso prezzo d’acquisto rispetto ad altre metropoli europee;
• forte domanda di unità residenziali da affittare;
• rendimento da locazione medio del 5% (ben superiore alla media percentuale delle altre città tedesche ed europee);
• strutture in loco specializzate nell’affittare gli appartamenti (i proprietari quindi non si devono preoccupare di locare le proprie unità immobiliari, ma c’è già chi ci pensa);
• carenza di appartamenti nelle aree residenziali preferite (quindi forte richiesta);
• bassa percentuale di nuove costruzioni e prevedibile carenza di appartamenti di qualità nei prossimi anni (circa 18mila unità all’anno);
• probabile aumento degli affitti medi nei prossimi anni e relativo incremento delle rendite immobiliari.


Valori di acquisto molto vantaggiosi
 
Dopo un forte calo dei prezzi, avvenuto a partire dal 1995, e il collasso dell’industria edile (calo del fatturato e delle unità costruite del 80% in 5 anni) il mercato si è assestato a un livello notevolmente inferiore ai prezzi del 1995. 


Anche se nelle zone più interessanti della città i prezzi negli ultimi anni hanno ripreso a crescere (ad esempio, nell’ultimo anno a Prenzlauer Berg i prezzi sono incrementati del 10%) oggi a Berlino si riesce ancora ad acquistare studió (monolocali, ndr) da 50 a 80mila euro e bilocali da 90 a 180mila euro.

Oltre ai singoli appartamenti, si trovano ancora abbastanza facilmente interi palazzi, sia residenziali (da 10 a 40 appartamenti più piastra commerciale al piano terra, con prezzi da 7/800mila euro a 3 milioni e 500mila/4 milioni di euro e rendita media intorno al 5-7%) che palazzi commerciali e direzionali (con prezzi da 1 milione e 300mila euro a ben oltre i 10 milioni e una rendita media intorno al 6-8%).

Come vedete, il mercato immobiliare di Berlino offre delle ottime opportunità per tutte le tasche. Ma, come fare a orientarsi nella vasta offerta berlinese?
Se tornate la settimana prossima, qui su Il Giornale del Lusso, lo vedremo insieme!


*CEO The Art of Living – a.massimini@theartofliving.it – www.villedasogno.net – www.immobilireddito.com

Questo articolo è stato pubblicato su Il Giornale del Lusso in data 28/12/2011.
Link all'articolo: http://www.ilgiornaledellusso.it/2011/12/28/il-tetto-di-lusso-sopra-berlino/

I muri di Berlino

I quartieri della Capitale tedesca dove fare buoni investimenti immobiliari



di Alfiero MASSIMINI*

La settimana scorsa abbiamo iniziato ad analizzare il mercato immobiliare di Berlino.

Ovviamente, per orientarsi nella vasta offerta del mercato immobiliare berlinese, è sempre meglio rivolgersi a un professionista che conosca bene il mercato e che vi possa dare qualche suggerimento.

Ad esempio, in quale zona di Berlino è meglio investire e in quale è meglio evitare di farlo? Vediamolo insieme.

A seguito delle distruzioni della seconda guerra mondiale e la successiva divisione, la città non si presenta omogenea: oggi consiste in 15 quartieri amministrati singolarmente, ciascuno con un proprio carattere e stile.

Le zone della città più interessanti come investimento immobiliare si trovano all’interno dell’anello della metropolitana (S-Bahn) e del parziale anello autostradale urbano.

Da evitare invece due zone dove i valori di acquisto sono decisamente alti (quindi molto meno interessanti ai fini speculativi): Grunewald, tradizionalmente la zona residenziale più pregiata della città, e la zona di Köpenick per la vicinanza al futuro nuovo aeroporto internazionale di Berlino.

Nelle zone centrali la quotazione degli immobili varia molto a seconda della presenza di costruzioni di scarso valore architettonico e bassa qualità realizzate nel secondo dopoguerra o le cosiddette Plattenbauten, palazzi prefabbricati tipici della Germania Est e dalla struttura sociale del quartiere.

I quartieri più gettonati sono attualmente Charlottenburg, Wilmersdorf, Schöneberg e Kreuzberg a ovest e Mitte, Prenzlauer Berg e Friedrichshain a est.

Invece, sono assolutamente da evitare Wedding e Neukölln.

La rendita da locazione e la prospettiva di crescita del capital gain (rivalutazione del valore immobiliare, ndr) variano notevolmente a seconda della zona della città. Possiamo dire che, in media, il rendimento è intorno al 4-5%.




Nelle zone più richieste gli affitti rendono in genere meno, ma il minore rendimento è adeguatamente compensato dal capital gain più alto. 

Le zone periferiche ancora non risentono della crescita dei prezzi e recupereranno con notevole ritardo a seguito della mancata crescita demografica della città.

Nelle zone da considerarsi ‘medie’ la rendita è più alta, ma il potenziale di crescita del capital gain è più basso. A lungo termine, però, anche alcune di queste zone potranno crescere bene… dipenderà dai cambiamenti nella struttura sociale, ma adesso non è possibile fare previsioni affidabili.

La qualità degli immobili varia notevolmente da zona a zona: le classiche aree privilegiate di Charlottenburg, Wilmersdorf e Schöneberg sono caratterizzate da lussuosi palazzi residenziali del primo ’900 con un ottimo standard costruttivo e tuttora in ottimo stato.

Le zone Mitte, Prenzlauer Berg e Friedrichshain sono caratterizzate da palazzi del primo ’900 più semplici ma recentemente ristrutturati con standard attuale.

Per quanto riguarda i valori di mercato, malgrado nelle zone più interessanti della città i prezzi negli ultimi anni siano cresciuti (ad esempio, nell’ultimo anno a Prenzlauer Berg i prezzi sono incrementati del 10%) oggi a Berlino si riesce ancora ad acquistare studió (monolocali, ndr) da 50 a 80mila euro e bilocali da 90 a 180mila euro.

Oltre alle singole unità abitative, oggi a Berlino si trovano ancora abbastanza facilmente interi palazzi, sia residenziali (da 10 a 40 appartamenti più piastra commerciale al piano terra, con prezzi da 7/800mila euro a 3 milioni e 500mila/4 milioni di euro e rendita media intorno al 5-7%) che commerciali (con prezzi da 1 milione e 300mila a ben oltre 10 milioni di euro e una rendita media intorno al 6-8%).

Come avete visto, vi sono molte variabili e, per motivi di spazio, non è possibile trattarle tutte in modo esaustivo. 

Torneremo sicuramente a parlarne.

Qui, su Il Giornale del Lusso.


*CEO The Art of Living – a.massimini@theartofliving.it – www.villedasogno.net – www.immobilireddito.com

Questo articolo è stato pubblicato su Il Giornale del Lusso in data 04/01/2012.
Link all'articolo: http://www.ilgiornaledellusso.it/2012/01/04/i-muri-di-berlino/

mercoledì 30 ottobre 2013

Il bello del mattone

Di nuovo sugli immobili a reddito: dove investire per fare buoni affari?

di Alfiero MASSIMINI*

La scorsa settimana abbiamo iniziato a dare un’occhiata ai principali immobili a reddito, strumenti di investimento molto graditi da fondi di investimento, SGR e investitori istituzionali.

Ma, un investitore privato interessato a questa tipologia di investimento, verso quali prodotti può orientarsi?

Ovviamente molto dipende dal budget. Anche se alcuni imprenditori potrebbero investire tranquillamente importi a otto cifre, di solito un privato ha a propria disposizione cifre che limitano abbastanza la sua capacità di investimento.

Tuttavia, vi sono alcune tipologie di immobili a reddito che sono alla portata anche di un privato. Ad esempio, un piccolo sportello bancario (immobile locato d una banca che vi realizza una filiale, ndr) è un investimento abbordabile e decisamente interessante (a chi non piacerebbe avere una grossa banca che gli paga un cospicuo affitto con un contratto 9+9?).

Vi sono anche altri immobili molto interessanti per un investitore privato. Ad esempio, un piccolo supermercato locato a un gruppo leader della GDO (Grande Distribuzione Organizzata, ndr), oppure un centro logistico affittato al Gruppo Poste Italiane oppure una centrale Telecom Italia, che è un immobile nel quale convergono migliaia di linee telefoniche, smistate poi dalle centrali agli utenti della zona.
Tutti questi immobili hanno tre denominatori comuni: sono locati a grossi Gruppi; la durata del contratto è di minimo 12 anni (6+6) oppure 18 anni (9+9); spesso hanno garanzie fideiussorie a copertura del canone di locazione.

Ma, se volete andare sul sicuro, puntate a un piccolo palazzo, meglio se d’epoca, ubicato nel centro storico di una città. Eseguite un fine restauro e realizzate degli eleganti uffici, per poi affittarlo a professionisti di buon livello (notai, avvocati, studi associati di commercialisti e consulenti aziendali). Avrete un rendimento garantito e dormirete sereni. 

Inoltre, un immobile di questo tipo garantisce, oltre al rendimento, un costante capital gain (rivalutazione del capitale investito, ndr). Lo stesso purtroppo non si può dire di un supermercato o di un centro logistico, che hanno un valore immobiliare decisamente più basso (sono dei prefabbricati che, di solito, sono ubicati fuori dal centro storico).

Però, una volta individuato l’immobile più adatto, da quali incognite e rischi ci si deve proteggere? 

Ovviamente è sempre meglio affidarsi a una società di consulenza immobiliare con esperienza specifica nella consulenza per la ottimizzazione degli investimenti immobiliari a reddito garantito.



1) Occhio al prezzo. A volte si tende a concentrarsi solo su “quanto rende l’affitto” dimenticandosi che, come qualsiasi altro immobile, va acquistato a un prezzo equo. Quindi, verificate il reale valore di mercato.

2) Non pensate esclusivamente alla percentuale di rendimento e non perdete di vista il capital gain (rivalutazione del capitale investito, ndr). Inoltre, se investite in un immobile posizionato in una buona location, non sarà mai vuoto e avrete maggiori opportunità se lo vorrete rivendere.

3) Attenzione ai difetti. Commissionate sempre un’accurata ispezione e, nel caso emergano difetti o danni, chiedete un preventivo ad almeno un paio di ditte specializzate per poi abbassare il prezzo durante la negoziazione per l’acquisto dell’immobile.

4) Fate una rigorosa due diligence (raccolta e verifica delle informazioni tecniche e finanziarie, ndr). Nel contratto di locazione si possono nascondere delle insidie: controllate la scadenza del contratto di affitto e i termini del diritto di recesso da parte del tenant (locatario, ndr). Occhio anche alle spese di manutenzione ordinarie, che normalmente sono a carico del locatario, ma in alcuni contratti vengono addebitate al locatore, riducendone gli utili.

5) Cercate di ottenere una buona durata contrattuale, minimo 4+4 oppure 6+6 o, meglio ancora, 9+9.

6) Provate sempre a farvi dare dal locatario delle garanzie fideiussorie a copertura del canone di locazione.

Siamo certi che a molti di voi interessino gli immobili a reddito, quindi torneremo presto con nuovi articoli mirati.


*CEO The Art of Living – a.massimini@theartofliving.it – www.villedasogno.net – www.immobilireddito.com

Questo articolo è stato pubblicato su Il Giornale del Lusso in data 09/11/2011.
Link all'articolo: http://www.ilgiornaledellusso.it/2011/11/09/il-bello-del-mattone/

Ciao inflazione! Investo nel mattone

Sicurezza, certezza di rendimento e costante rivalutazione: sono gli immobili a reddito

di Alfiero MASSIMINI*

Il “mattone” rappresenta per l’immaginario collettivo il classico bene rifugio nel quale investire con tranquillità, sapendo che il proprio capitale è al sicuro e aumenterà costantemente il proprio valore nel tempo.

Gli immobili a reddito garantito sono strumenti di investimento che, grazie alle caratteristiche di sicurezza e rivalutazione costante nel tempo, sono sempre più utilizzati da fondi, SGR (Società di Gestione del Risparmio, ndr) e investitori istituzionali, che li affiancano agli strumenti di investimento tradizionali.

Questo è il primo di una serie di articoli con i quali tratteremo periodicamente i vari aspetti legati a questa tipologia di proprietà immobiliari.

Sicurezza, certezza di rendimento e costante rivalutazione del capitale ne fanno strumenti ideali per un investimento di lungo periodo. Inoltre, in un ottica di lungo termine, gli immobili a reddito rappresentano un ottimo metodo per proteggersi dall’inflazione.

Questi asset (proprietà, ndr) immobiliari sono generalmente locati per lunghi periodi, normalmente 18 anni con contratto 9+9, e i loro canoni di locazione sono garantiti da fideiussione bancaria.

Già, fideiussione… è proprio questa la parola magica che, credetemi, fa un’enorme differenza.

Infatti, alcuni investitori privati posseggono appartamenti affittati a degli inquilini, altri sono proprietari di un bar affittato al gestore e altri ancora hanno un capannone oppure un ufficio locato a un’azienda. Ognuno di questi immobili può rappresentare una formula di reddito interessante, che però ha spesso una grossa lacuna: non è garantito. 

Infatti, l’inquilino di un appartamento può avere dei problemi contingenti che gli impediscono di pagare l’affitto (in realtà, questo è un problema che negli ultimi tempi è vissuto anche da alcune aziende che, a causa della crisi, faticano a versare regolarmente il canone di locazione e mantenere gli impegni contrattuali).
 
Gli immobili a reddito garantito sono strumenti di investimento che, grazie alle caratteristiche di sicurezza e rivalutazione costante nel tempo, sono sempre più utilizzati da fondi, SGR e investitori istituzionali     Non manca l'acquisto di interi centri commerciali da mettere a reddito     ... oltre all'acquisto di pacchetti di sportelli bancari...     ... e di supermercati

Quindi, se volete dormire tranquilli, è ideale investire in un immobile a reddito che abbia una garanzia fideiussoria a copertura del canone di locazione. Per ovvie ragioni, questo non sarà possibile con un appartamento affittato a un inquilino privato e, anche con alcune aziende locatarie di capannoni e uffici, è spesso difficile ottenere di inserire questa clausola contrattuale, ma vale sicuramente la pena di provarci.

Per i fondi, le SGR e gli investitori istituzionali è molto più semplice tutelare il proprio investimento applicando garanzie fideiussorie ai canoni di locazione, ma ovviamente essi investono in grossi asset immobiliari che spesso richiedono investimenti a otto e nove cifre. 

Vengono acquistati interi centri direzionali, centri logistici, pacchetti di sportelli bancari (immobili locati a banche che vi realizzano le proprie filiali), supermercati e interi centri commerciali.

Altri immobili a reddito graditi agli investitori istituzionali sono le cliniche private e le RSA (strutture Residenziale Sanitarie Assistenziali, meglio conosciute come case di riposo, ndr). 

Invece, alcuni fondi oggi investono meno volentieri negli hotel e strutture turistiche, a causa della crisi e del conseguente calo delle giro di affari (anche se, in realtà, gli alberghi di lusso non ne hanno risentito più di tanto).

Un’altra tipologia di investimento che, da un certo punto di vista, può rientrare nella categoria degli immobili a reddito è quella degli impianti fotovoltaici. Non ci riferiamo ovviamente al piccolo impianto che possiamo realizzare sul tetto di casa nostra, ma ai grandi impianti da molti mWp (megaWatt prodotti) che arrivano a superare i 100 milioni di investimento e rendono diversi milioni di euro all’anno. 

I proprietari di questi impianti guadagnano sia dai contributi garantiti per 20 anni dal GSE (Gestore Servizi Elettrici S.p.A., ndr), sia dalla vendita della corrente elettrica prodotta.

Ma, un investitore privato interessato a un immobile a reddito, come fa oggi d orientarsi nella vasta offerta di immobili a reddito? E da quali incognite e rischi deve proteggersi?
 
Questo lo vedremo la settimana prossima… tornate a trovarci qui, su Il Giornale del Lusso.


*CEO The Art of Living – a.massimini@theartofliving.it – www.villedasogno.net – www.immobilireddito.com

Questo articolo è stato pubblicato su Il Giornale del Lusso in data 03/11/2011.
Link all'articolo: http://www.ilgiornaledellusso.it/2011/11/03/ciao-inflazione-investo-nel-mattone/